Mag 29

Tutti i clienti sono uguali?

È tutta colpa della luna, quando si avvicina troppo alla terra fa impazzire tutti.

Eccolo un piccolo pensiero di condivisione con i liberi professionisti. Anche se poi il discorso si può allargare anche alle aziende, grandi o piccole che siano. Certo, un’azienda è un qualcosa di più strutturato e ha dei paracadute che chi lavora in proprio non ha.

Quante volte ti sarà capitato di trovarti alle prese con clienti, che all’inizio sembravano perfetti e poi si sono rivelati delle palle al piede da cui non potersi più liberare? Capita. Succede spesso nella vita delle partite IVA. Siamo concentrati sul volercela fare, sul dover sbarcare il lunario ogni mese che a volte ci imbattiamo in clienti che sarebbe stato meglio perdere che guadagnare.

Io mi ci sono trovata più volte in questa situazione. Mi sono chiesta come fare a risolvere la cosa. Ho anche pensato di redigere un questionario psicologico prima di presentare un preventivo. Sarebbe carino cercare di capire in anticipo se mi trovo davanti a dei pazzi oppure no. Il problema è che forse non sarebbe etico, quindi è opportuno trovare dei metodi, altrettanto infallibili, prima di trovarsi tra le mani un pacco bomba.

Partiamo da un presupposto fondamentale. Con l’esperienza ho imparato che un cliente non va preso per forza. La bellezza del nostro lavoro è legata alla libertà di fare ciò che vogliamo. Anche di non accettare quel particolare cliente. Certo, capisco che, soprattutto all’inizio della carriera, la tentazione sia quella di afferrare qualsiasi cosa ci capiti a tiro. Senza clienti non ci sentiamo nessuno. D’altronde sono loro il nostro pane quotidiano. Però poter decidere fa rima con indipendenza. E, secondo me, anche con felicità.

Come fare però quando si incontra una nuova persona o una nuova azienda che chiede i nostri servigi? Facile, aguzziamo l’istinto di sopravvivenza e le nostre doti empatiche. Tutte cose che si imparano con il tempo.

Conosci il tuo cliente

Immagina la situazione classica. Ti chiamano o ti mandano una mail e ti richiedono un preventivo. La prima mossa probabilmente sarebbe quella di mettersi a tavolino e redigere quel preventivo. Fermati. Quello che devi fare è metterti in contatto con quel cliente. Parlarci, vederlo, capirlo. Se non ti dà contatti e ti chiede di continuare il vostro rapporto via mail, lascialo andare.

La consegna era per ieri…

Frase solita che tutti ci siamo sentiti dire almeno una volta nella vita. Non c’è lavoro al mondo che abbia un’urgenza simile. E se la dovesse avere, allora andrà pagata cara. Molto cara.

Gli eterni indecisi

E’ una categoria forse tra le più insidiose. Quelli che non sanno cosa vogliono e neppure di cosa hanno bisogno. Ti contattano perché tutti hanno la pagina Facebook e non averla sarebbe un peccato. Ma con quali obiettivi? E chi lo sa… Magari un account Twitter? Da evitare come la peste bubbonica.

Mio cugino…

Ormai questa del cugino o dello stagista è diventata quasi un modo di dire tra i liberi professionisti. Ci sono sempre quei clienti che sembra ti facciano quasi un favore a chiederti una consulenza. In fondo il figlio della zia, appena laureato con il massimo dei voti, è così bravo e volenteroso. E’ che non ha tempo. Devo scriverlo a lettere cubitali che sono clienti da non avere nel portfolio. Non valorizzeranno mai il nostro lavoro e, anzi, appena potranno ci daranno il benservito.

I clienti che… sanno tutto di tutto

Gli onniscienti. Hanno studiato marketing, letteratura cinese, fisica quantistica e anche un po’ di storia delle religioni. Insomma, hanno bisogno di te solo per dimostrare la loro intelligenza suprema. E sono pronti a mettere il becco su qualsiasi cosa venga loro proposta. Ovviamente minimizzando il lavoro altrui. Sarà una scusa per cercare di sfilare un prezzo inferiore?

Soldi, soldi

Dentro la questione monetaria si nasconde un mondo. Clienti che non vogliono pagare l’acconto. Clienti che ti chiedono uno sconto. Clienti che, dopo mesi, devi cercare, manco si fossero trasferiti in Sud Africa. Clienti che vogliono pagare in nero. Qual è l’obiettivo principe per cui le persone lavorano? Il compenso monetario. Va bene il successo. Va bene la soddisfazione. Ma con queste cose non ci si paga le bollette della luce.

Contratto? Quale contratto?

Un preventivo accettato è seguito dalla firma di un contratto. E’ fondamentale per regolare diritti, doveri e competenze. Senza non si può fare. Dai una bella stretta di mano e gira i tacchi dall’altra parte.

Questa più o meno la lista dei clienti da evitare. Ripeto ci vuole esperienza e tanta empatia. Quali di queste situazioni vi sono già capitate?

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