Apr 08

Il caso Rawvana e le insidie degli influencer

Si chiamano influencer ed è proprio quello che fanno. Influenzano le nostre scelte d’acquisto. Ci fanno entrare nelle loro case, ci rendono partecipi della loro vita, dei loro momenti felici e dei loro momenti tristi. E quando ci danno un consiglio lo prendiamo come fosse quello di un’amica e ci fidiamo, come ci fidiamo di qualcuno che conosciamo personalmente. Ma cosa succede quando questa fiducia è mal riposta? Quando si danno consigli e si inizia a guadagnare sulla stima delle persone? Quando ci si sostituisce a dei professionisti in campi delicati come quello dell’alimentazione?

Californiana, 29 anni, grandi occhi castani, un sorriso smagliante che conquista ed un nome che è diventato un brand, con i suoi quasi due milioni di follower, anche se nell’ultimo periodo ne ha persi parecchi. Lei è l’influencer Rawvana, probabilmente vi sarà capitato di leggere il suo nome su qualche articolo proprio in questi giorni. Una Guru del lifestyle, che da anni sostiene la dieta vegana crudista, da qui il suo nome, e vi ha creato intorno un vero e proprio business. Perché il suo, non giriamoci attorno, dopo sei anni era diventato un vero e proprio marchio che guadagnava parecchio, costruito intorno alla sua persona e al suo stile di vita. E’ sufficiente uno sguardo alla sua gallery per capire che nel suo mondo tutto ruota intorno alla forma fisica, al mangiare sano, alla dieta vegan crudista. Ricette, cibi crudi e sorrisi, il tutto votato alla sponsorizzazione dei pacchetti dimagrimento venduti nel suo sito web. Un mondo bello, felice e colorato, forgiato intorno alle ormai famose foto del prima e del dopo. Un mondo che può essere pericoloso.

Una gallery tutta rosa che sembra un paradiso di felicità, fatto di frutta fresca, una vita privata perfetta e tanti viaggi. Fino a quando questa farsa non è stata scoperta. Fino a quando la famosa Rawvana non viene immortalata mentre pasteggia con del pesce fritto a Bali. Le reazioni del web non si sono fatte attendere e non sona state molto gentili. Perché il web non perdona. Ti crea e ti distrugge. Non passa tanto tempo che arriva un bel video su YouTube, in cui l’influencer ammette di aver ripreso da qualche mese a inserire qualche elemento di origine animale e pesce. A causa di gravi problemi che questo tipo di dieta, perpetrata per anni, ha comportato.

Ma, parliamoci chiaro, poco importa se Rawvana, il cui vero nome è Ayres, abbia abbandonato solo qualche mese fa la sua dieta vegana. Ciò che è vero, è che questo il suo lavoro è stato costruito su una menzogna, sulla mistificazione. Perché Il vero problema sta nel pubblicizzare uno stile di vita di questo tipo senza averne le competenze. Il problema sta nel sostituirsi ad uno specialista e dare consigli di tipo alimentare a milioni di ragazze e ragazzi nel mondo, che hanno pochi elementi per distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è. Il problema sta nel far credere che con il cibo giusto si possa curare tutto e che questo tipo di dieta sia la panacea di tutti i mali. Il problema è che la cara Rawvana ha convinto tantissime persone della genuinità di questo stile di vita e, nel momento in cui si è scontrata con i problemi legati a questo tipo di dieta, non ha condiviso la sua esperienza, nel nome della verità, nel nome della correttezza e della condivisione, cose che, a detta sua, hanno sempre contraddistinto il suo canale, ma ha continuato a mandare avanti una farsa, creata solo per fare business. Nell’arco di questi sei anni tutta la vita di Rowvana è stata messa in piazza, i suoi problemi alimentari, la sua dipendenza dall’alcol e dal fumo. Il veganismo e il crudissimo l’hanno, a detta sua, salvata da tutto questo. Facendole condurre uno stile di vita sano con una forma perfetta.

Dopo l’amara smascherata è arrivato lui, il video delle scuse. Un video in cui non ha certo dimenticato di disseminare qua e là interruzioni pubblicitarie, perché niente ferma il business. Ed è sconvolgente come questo video, in cui non si intravedono scuse, si risolva in una pantomima in cui Rawvana parla solo di se stessa e non di come abbia truffato milioni di persone, vendendo loro una farsa, un metodo finto, che può essere anche pericoloso e compromettere la salute delle persone che lo seguono senza un adeguato sostegno o l’apporto di uno specialista.

Qui non si attacca la dieta vegana, che se portata avanti con criterio, con controlli periodici, è un regime alimentare che ha i suoi benefici, ma il modo di influenzare le persone. Il modo di trasmettere il messaggio in maniera fuorviante, spacciandosi per chi non si è. Anche se internet ci mette in mano tantissime informazioni, non siamo tutti medici, tutti nutrizionisti, tutti esperti su qualunque cosa. Di certi argomenti bisognerebbe parlare con cautela.

L’influencer marketing funziona grazie a due fattori fondamentali, la fiducia e l’autenticità. La sua popolarità e la sua forza si devono proprio al forte rapporto che si crea tra l’influencer e i suoi follower, soprattutto tra i ragazzi delle nuove generazioni, che ripongono molta fiducia negli influencer e nei mezzi utilizzati da questi, piuttosto che nei canali di comunicazione tradizionale. E se da una parte l’Influencer marketing è responsabile di aver fatto crescere il nuovo trend che sensibilizza e sponsorizza uno stile di vita più sano e di conseguenza una dieta più sana, è anche vero che seguire determinati comportamenti può essere molto pericoloso. Due milioni di follower, tra cui tantissimi giovani in un età molto sensibile ai problemi alimentari, sono una responsabilità.

Considerate le enorme somme di denaro che ruotano intorno al mondo degli influencer, non stupisce che tutti cerchino di buttarsi nel mercato raccattando tutto il possibile. Sponsorizzazioni finte, Ad di prodotti inutili, spacciati come miracolosi. Forse è il caso che si inizi a mettere mano e cercare di regolare questo mondo, dove si può pubblicizzare una dieta di 25 giorni di sola acqua, spacciandola per un percorso detox e salutare e invitare i propri follower, quasi due milioni ricordiamolo, a seguirla insieme.

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