Giu 27

Libra, la nuova sfida di Facebook

Che Mark Zuckerberg avesse grandi progetti, ce l’ha sempre dimostrato. E nonostante in passato abbia negato più volte il suo interesse nel creare una criptovaluta legata a Facebook, a quindici anni dalla sua nascita, eccola qui. E’ arrivata Libra, la moneta virtuale di Mark, che promette di far tremare il sistema monetario fino ad ora conosciuto. Perché quando una piattaforma con più di 2 miliardi di utenti attivi in tutto il mondo mette sul mercato la sua moneta digitale, è innegabile che qualcosa andrà a cambiare nei rapporti di forza tra le banche centrali e la politica finanziaria. Libra sarebbe pronta per essere lanciata sul mercato con il suo enorme potenziale finanziario e sono tutti in attesa di scoprire cosa accadrà.

Per il momento abbiamo poche, ma importanti, informazioni. La nuova moneta è stata battezzata Libra, un’evocazione latina che richiama l’antico conio romano e allo stesso tempo il concetto di equilibrio e giustizia. Perché ciò che si promette di fare Mark è proprio quello di creare un nuovo ordine mondiale finanziario, che sia più inclusivo e aperto, portando al suo interno anche tutte quelle persone che non hanno un rapporto con le banche, ma che possiedono uno smartphone e un accesso a internet. Con Libra si potrà scambiare denaro via chat, utilizzando indistintamente Messenger, WhatsApp e i Direct di Instagram, ma anche fare acquisti online all’interno di un circuito che per il momento vanta numerosi partner blasonati e famosi, tra cui Vodafone, Ebay, Spotify, PayPal, Mastercard, Visa, solo per citarne alcuni, partner che sono destinati ad aumentare sempre più, in un futuro molto prossimo.

Il progetto è ambizioso, ma le basi gettate sembrano essere piuttosto solide. Innanzitutto Libra vanta la caratteristica di stablecoin, moneta stabile, perché sarà ancorata ad asset reali, che sono in grado di dare delle garanzie di stabilità nel mercato. In poche parole sarà paragonabile ad una moneta come il dollaro o l’euro, soggetta alle fluttuazioni di mercato, ma stabile perché legata ad un paniere di monete internazionali, depositi bancari, titoli di paesi con monete forti e di banche centrali un un alto rate, che fungeranno da garanzia e saranno depositati in un conto bancario. Tutto questo assicurerà una sistema di tutela per chi acquista la moneta. I suoi possessori saranno in grado di scambiarla con valuta classica in qualunque momento, secondo il tasso di cambio corrente. Insomma la Libra si vuole imporre sul mercato come una vera e propria moneta reale. 

La sua stabilità sarà la più grande differenza con i Bitcoin, la valuta virtuale nata nel 2008, che proprio per le sue fluttuazioni nel marcato è spesso oggetto di speculazioni e dà poche garanzie a chi li acquista. Come per i Bitcoin anche Libra si avvarrà, o almeno così sembrerebbe, del sistema blockchain, una tecnologia che consente di scambiare denaro in maniera immediata, senza intermediari finanziari e utilizzando solo uno smartphone. L’eliminazione degli intermediari finanziari, che per ogni operazione trattengono per loro una piccola percentuale, è un’altra innovazione che mette in campo la moneta di Facebook e che promette di abbattere tutti quegli antipatici costi delle transizioni. 

La Libra sarà controllata da una società parallela a Facebook, Calibra. Si potrà utilizzare attraverso la sua applicazione dedicata, tramite un sistema di registrazione sicura che richiederà un documento d’identità. Una volta scaricata l’app si disporrà di un portafoglio virtuale in cui caricare denaro, che sarà possibile usare per diversi scopi. Le transazioni di denaro potranno avvenire tra i possessori di questi portafogli, sicuramente tramite le applicazioni di chat del gruppo Facebook, anche se non si esclude che verranno integrate anche altre piattaforme. 

Questo è tutto quello che ci è concesso di sapere sino ad ora e, quantomeno sulla carta, Libra promette di essere una vera e propria rivoluzione. Il suo lancio è previsto per il 2020, ma  il processo che porterà alla sua creazione si è già messa in moto. Ancora non si conoscono tutte le sue reali capacità, ma ciò che pare certo è che sarà uno strumento dalle enormi potenzialità, che si insinuerà trasversalmente nella società, andando a cambiare il nostro modo di pensare al denaro. 

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